General, welfare

Fino a qualche anno fa il welfare era presente in una piccola parte delle aziende italiane, anche per la difficoltà nell’organizzare piani dedicati ai dipendenti in modo semplice, rapido e diversificato. Ci si limitava magari ai buoni pasto o a poche iniziative per i figli o la famiglia. 

Oggi invece, grazie alle welfare provider, questa realtà si sta modificando velocemente e sempre più imprese realizzano programmi di welfare aziendale per i propri lavoratori.

Ma cosa intendiamo esattamente quando parliamo di welfare provider? Ecco, questa è la domanda a cui andremo a rispondere in questo articolo di Tantosvago, per offrire a imprenditori e dipendenti maggiore chiarezza sull’argomento ed entrare davvero nel vivo del dialogo sul welfare aziendale, conoscendone non solo i vantaggi e i benefici, ma anche gli strumenti a disposizione per attivarlo.

Sì, perché conoscere la definizione di welfare provider significa anche capire come funziona la filiera di distribuzione dei benefit e quanto sia semplice oggi per un’azienda mettere in piedi un piano welfare che risponda alle reali esigenze dei propri impiegati.

Che cos’è la welfare provider: definizione

I provider di welfare aziendale sono società private che si occupano di supportare le imprese nelle varie fasi di creazione e monitoraggio di interventi o piani di welfare

Per entrare più nello specifico possiamo anche dire che in Italia esistono varie realtà inseribili all’interno dello scenario dei provider di welfare, come le società di servizi, le software-house e le piattaforme on-site, le società di brokeraggio assicurativo e alcune società che possono essere definite spurie (una sorta di via di mezzo).

Un provider di welfare aziendale, quindi, si occupa di accompagnare le imprese nell’offrire ai dipendenti beni o servizi per il benessere personale e familiare. In pratica, il provider costruisce il piano welfare per l’impresa e si affida ad aziende terze, come Tantosvago, che eroghino i servizi inclusi nel piano e consenta ai lavoratori di usufruirne. Spesso questo avviene attraverso una piattaforma digitale. 

Le opzioni di welfare aziendale possono essere innumerevoli: si va dai buoni spesa ai servizi per minori e anziani, dalla previdenza complementare alle attività ricreative. Ma l’elenco può continuare e comprende i rimborsi per le spese di istruzione, sistemi di convenzione con strutture per la salute personale, viaggi, gift card, buoni o voucher per l’abbonamento della palestra, biglietti per cinema, teatro e spettacoli, e così via.

Come funziona una welfare provider?

Per quanto riguarda le piattaforme di welfare provider, in genere tutto ruota attorno ai livelli di servizi forniti, dalla singola gestione dei fringe benefit alla costruzione di un portale, che è il punto focale dell’offerta all’azienda da un lato e di quella al lavoratore dall’altro.

L’azienda, una volta valutati i bisogni dei propri dipendenti, sceglie cosa inserire nel proprio piano welfare e individua le modalità per il finanziamento. A questo punto la welfare provider consente attraverso la sua piattaforma di offrire un paniere welfare completo e liberamente gestibile, personalizzabile sulla base degli stili di vita dei collaboratori, garantendo sempre all’azienda un controllo totale del piano e del suo andamento. 

Quali sono le prestazioni più richieste dalle imprese a una welfare provider?

Le prestazioni più richieste riguardano in genere le spese scolastiche dei figli. Per i dipendenti che non hanno figli, e non hanno questo genere di oneri economici, invece,  la scelta ricade spesso su gift card e viaggi. A seguire ci sono poi le richieste per la sanità e la previdenza.

L’offerta delle welfare provider diventa comunque ogni giorno più ampia e variegata e consente davvero a tutti i dipendenti di trovare il benefit preferito da utilizzare per migliorare il proprio work-life balance. Adesso grazie alle soluzioni all’avanguardia offerte da alcune aziende è addirittura possibile convertire il credito in App come GOWelfare ed utilizzarlo nei negozi preferiti, senza scaricare voucher o richiedere il servizio preventivamente. Questo è l’aspetto che alla fine produce un beneficio anche per l’azienda, ossia si trasforma in una maggiore produttività e in una fidelizzazione del dipendente. Le welfare provider rendono quindi questo processo ancora più semplice, fornendo alle imprese gli strumenti necessari per far partire un piano di welfare aziendale.

La crescita dell’interesse delle aziende per i piani di welfare?

Oggi c’è sicuramente un interesse maggiore da parte delle imprese verso il welfare e questo è frutto anche di una maggiore consapevolezza verso questo tema, oltre che dei vantaggi fiscali introdotti dalle leggi italiane in materia. Le richieste da parte delle aziende per le welfare provider sono molto aumentate. 

 Secondo le stime di AIWA del 2023, l’Associazione Italiana Welfare Aziendale, sarebbero circa 10.000 le imprese che adottano questa modalità di fruizione dei beni e servizi di welfare: i lavoratori interessati sarebbero dunque 2,2 milioni.

Dalle medesime ricerche emerge come la diffusione del welfare aziendale ricalchi alcune delle linee di frattura economiche, sociali e territoriali che da decenni caratterizzano il sistema produttivo e del mercato del lavoro italiano. Il welfare tende infatti a concentrarsi nelle grandi imprese, nelle multinazionali e nelle organizzazioni multi-localizzate, ad affermarsi con intensità variabile nei diversi settori produttivi (a discapito dei comparti, come quello agricolo e quello edile), nonché ad essere più diffuso nelle Regioni del Nord, rispetto a quelle del Centro e, in particolar modo, del Sud.

Sono dati che, da un lato, dicono quanto il welfare aziendale riguardi ancora una minoranza dei lavoratori, ma che, dall’altro, ne evidenziano anche le grandi possibilità di crescita. 

I benefici dei piani welfare e l’importanza delle welfare provider

Grazie al welfare aziendale vincono tutti: le imprese, i lavoratori, ma anche il territorio. 

Il territorio, che grazie alle sempre più emergenti iniziative di welfare territoriale, riceve un maggior gettito fiscale e una più ampia offerta di servizi; i lavoratori perché beneficiano direttamente del welfare aziendale; le imprese perché, da un lato, migliorano la produttività e, dall’altro, ottengono quegli sgravi fiscali che sono stati introdotti dalla normativa tra 2016 e 2018 e che sono stati confermati anche dall’ultima Legge di Bilancio. 

In questo contesto che possiamo definire a tutti gli effetti win-win-win, il ruolo delle welfare provider è quello di facilitare, da un lato per le imprese l’ideazione e l’attivazione dei piani welfare, dall’altro per i lavoratori usufruire di tutti questi benefit, attraverso piattaforme dedicata di semplice consultazione e utilizzo. Perché se oggi tutto avviene attraverso uno smartphone, anche il welfare deve essere a portata di click!

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